Difficile racchiudere in poche parole la storia del ciclismo e ciò che ha significato questo sport per il popolo italiano. Le gesta di Coppi e Bartali, la vittoria di Marco Pantani al Tour de France e i tre campionati del mondo vinti consecutivamente dalla nostra nazionale hanno scandito i momenti più importanti della storia della nostra nazione.

La storia del ciclismo: le prime competizioni agonistiche

La prima competizione agonistica della storia del ciclismo è stata inaugurata in Francia nel 1868, su un percorso lungo pochi chilometri. Il successo di questa prima gara diede il via alla fondazione di molti club dedicati alle competizioni agonistiche.

In Italia la prima corsa fu organizzata in terra toscana, su un tragitto lungo 35 km. La Firenze-Pistoia fu un vero successo e nei primi anni del 900 venne fondata l’ International Cyclist Association, un organismo internazionale atto a regolamentare tutte le corse internazionali. In questo primo periodo ci fu uno sviluppo esponenziale del ciclismo e furono inventate le ‘classiche’, ovvero gare di un giorno della durata di centinaia di chilometri. Ancora oggi, molte competizioni si svolgono durante il mese di aprile, in preparazione dei grandi giri.

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Il ciclismo e le grandi corse a tappe

Nel 1903 naque il Tour de France, mentre nel 1909 il Giro d’Italia. Per quanto riguarda la corsa a tappe in terra transalpina, l’origine è davvero controversa: si parla di uno scandalo politico, probabilmente creato ad hoc da un giornale sportivo molto venduto in Francia, ovvero Le Velò.

Ci fu un momento di confusione, con la creazione di un giornale rivale stampato su carta gialla, che successivamente diede il colore alla maglia del leader della classifica. I pochi lettori e l’agguerrita concorrenza portarono la direzione del giornale a creare un evento ciclistico a tappe in tutta la Francia per poter vendere più giornali. Storia diversa invece per il Giro d’Italia, organizzato a sei anni di distanza.

L’obiettivo era quello di creare una gara ciclistica di livello internazionale: anche in questo caso il colore della maglia indossata dal vincitore della grande corsa prese il colore dal giornale che organizzava la manifestazione, ovvero la Gazzetta dello Sport. Due competizioni centenarie che tutt’ora attirano migliaia di appassionati sulle strade, per poter ammirare il fascino e la bellezza di questo sport.

Ciclismo e storia: l’importanza delle due ruote nella storia contemporanea

Per molti anni, soprattutto tra gli anni 30 e gli anni 50 del secolo scorso, il ciclismo era considerato lo sport per antonomasia. Molti appassionati si riversavano sulle strade attraversate dalle grandi corse a tappe, sostenendo i propri beniamini nelle varie fatiche della corsa.

Nel nostro paese, soprattutto negli anni della seconda guerra mondiale, il ciclismo aiutava a distrarsi dai problemi di tutti i giorni, portando bambini ed adulti ad avere momenti di serenità e tranquillità in momenti davvero bui della storia italiana ed internazionale.